mercoledì 14 novembre 2007

L'esperimento mentale della macchina umana

Immaginate di poter riprodurre fedelmente un essere umano e fare una macchina umana del tutto identica all'umano. non sopravvalutate la cosa della macchina, si potrebbe anche immaginare semplicemente un perfetto doppio di un essere umano, ma la macchina ha più fascino. riproducete perfettamente i modi di apprendere, e i modi in cui ha effettivamente appreso, riproducete la struttura di recezione delle informazioni, come quella di elaborazione, tenete conto di tutti i vincoli fisico-chimici-mnestici (ipotizzando ovviamente di poter riprodurre anche gli stati d'animo vissuti). caliamo questo doppio in una situazione già vissuta precedentemente dall'originale, immaginando di poter riprodurre anche lo stesso tempo, spazio, e relazioni, cioè anche la situazione è identica. avremmo dal doppio, dalla macchina umana lo stesso comportamento che si è verificato la prima volta?

se le azioni, o reazioni, in una data identica situazione fossero le stesse, vorrebbe dire che non ci si può sottrarre alla prederteminazione di se stessi.
la macchina umana dipenderebbe causalmente da ciò che è stata, da sola è del tutto prevedibile. dove sarebbe il libero arbitrio? la volontà potrebbe esprimersi soltanto verso l'esterno e gli altri ché l'umano, per sé, è soltanto il seguito di se stesso.
L'interazione con cose, proposizioni e persone è la sua volontà; la sua volontà sono le possibilità che riversano sull'umano, e rendono aperto e percorribile dall'imprevisto la macchina chimica che siamo.
La volontà è la possibilità dell'esterno.

ne risulterebbe che la volontà propria potebbe essere diretta solo verso l'esterno e che il proprio libero arbitrio sarebbe la combinazione determinata degli eventi.

Se invece la macchina umana (identica all'originale), calata nella stessa identica situazione originale (anche temporale), si comportasse in modo diverso ne dedurremmo che la volontà sia imprevedibile, e non sia predeterminata, né predeterminabile. ma non avremmo ancora detto perché.
risulterebbe che l'imprevedibilità è data dalla capacità di non rispondere alle determinazioni causali in modo meccanico. c'è del caos nella vita.
la identità imprevedibile è tutto ciò che rende unici, ed è caos.
Volontà è idiocaos, quella piccola frazione di caos che è propria di quel vivente.

Possiamo pensare di riprodurre la struttura di una uomo che fa scelte, e il suo idiocaos, ma non possiamo dedurre le sue scelte.

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